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Allenamento: limiti ed evoluzione

Allenamento: limiti ed evoluzione

L’allenamento moderno è costituito da un insieme di stimoli strutturati per agire in modo coordinato sull’organismo, al fine di migliorarne, mantenerne o modularne le capacità prestazionali. Questi stimoli (stressors) vengono imposti all’organismo attraverso i cosiddetti mezzi di allenamento, cioè attraverso le diverse esercitazioni che costituiscono il programma di allenamento (corsa, esercizi con i pesi, stretching,ecc.). A questo riguardo occorre fare alcune annotazioni, per quanto apparentemente ovvie.

Ciascun mezzo di allenamento non sottopone l’organismo dell’atleta ad un unico stimolo, cioè ad un unico tipo di sollecitazione, ma ad una molteplicità di stimoli. Compiendo una corsa lunga ad elevata intensità, per esempio, sull’organismo agiscono contemporaneamente stimoli che tendono a indurre modificazioni a livello dell’apparato cardiocircolatorio, altri che agiscono a livello muscolare per far migliorare le capacità di produrre energia bruciando sempre più ossigeno, altri ancora che agiscono soprattutto sulle riserve di energia e così via. Se la temperatura ambientale è elevata, lo sarà anche la sollecitazione dei sistemi che regolano la termoregolazione; pur compiendo lo stesso tipo di corsa, lo stimolo sulla termoregolazione stessa risulterà invece di intensità inferiore se la temperatura ambientale non sarà elevata. Nonostante ciò, ogni mezzo di allenamento è generalmente utilizzato dall’allenatore in modo tale da provocare nell’organismo uno o pochi stimoli di primaria importanza. Occorre dunque tenere sempre presente che ogni mezzo di allenamento genera simultaneamente diversi stimoli.

Poiché l’allenamento non è costituito da un unico mezzo di allenamento, ma da una molteplicità di mezzi, va da sé che occorre considerare nell’insieme la sua struttura, tenendo così conto dell’interazione tra i diversi stimoli. Esistono poi altri fattori – considerabili alla stregua degli stimoli stessi – che possono influenzare le capacità prestazionali dell’individuo: quelli derivanti dall’alimentazione, gli stimoli di carattere psichico, quelli derivanti dai farmaci o dalle malattie e, più in generale, tutti quelli legati all’ambiente e allo stile di vita (ore di sonno e di veglia, attività lavorativa, attività sessuale, eccetera).

Il quadro si complica ulteriormente se si tiene conto di uno degli elementi più importanti da considerare: la soggettività dell’individuo, la conseguente unicità della sua persona. Qui si apre uno smisurato orizzonte di elementi che interagiscono e concorrono a determinare la personalità umana e sportiva del soggetto: presupposti genetici (genotipo), ambiente, educazione..

Riguardo le caratteristiche genetiche, pare ormai evidente che esse condizionano non solo le qualità fisiche di base del soggetto (come il fatto che sia predisposto a sforzi di lunga durata piuttosto che di breve durata, secondo il tipo di fibre muscolari che possiede), ma anche l’allenabilità di certi suoi organi ed apparati, come, per esempio, la predisposizione a trarre maggiore o minore giovamento dal lavoro aerobico (Dionne et al., 1991).

In termini pratici tutto questo significa, per esempio, che uno stesso allenamento, programmato su un arco di tempo di un mese, può essere magari svolto con profitto dall’atleta in un periodo nel quale egli non è sottoposto a particolari stress emotivi; può rivelarsi invece eccessivo, per lo stesso soggetto, in un periodo nel quale costui è sottoposto a particolari tensioni psichiche.

La selezione e lo sviluppo di sempre più efficaci metodiche di allenamento richiede perciò all’allenatore un approccio razionale, basato sull’equilibrata sintesi tra esperienze, tradizioni, sensazioni soggettive, deduzioni fisiologiche e rilievi oggettivi attraverso test. Di questi ultimi va attentamente considerata la correlazione non solo rispetto alla qualità da valutare, ma anche nei confronti diretti della disciplina sportiva alla quale sono applicati. L’attenta considerazione degli aspetti fisiologici è comunque di fondamentale importanza per una corretta interpretazione del significato dei diversi mezzi di allenamento e per un loro impiego razionale.

Giuseppe CrisafulliA cura di Dr. Giuseppe Crisafulli
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