Quante proteine servono davvero a chi si allena?

Il problema non è la dieta perfetta, ma i numeri giusti per te
Uno degli errori più diffusi in ambito sportivo è cercare il rapporto universale tra macronutrienti. La letteratura scientifica è chiara: non esiste una dieta valida per tutti. Il fabbisogno cambia in base al peso corporeo, alla disciplina praticata, al volume e all'intensità dell'allenamento. Partire da questo assunto è già un vantaggio rispetto alla maggior parte delle informazioni che circolano in palestra.
I numeri che contano davvero
Le linee guida italiane indicano che chi pratica attività motoria dovrebbe ricavare il 55-65% delle calorie dai carboidrati, il 10-15% dalle proteine e il 25-30% dai lipidi. Le consensus scientifiche in ambito sportivo scendono più nel dettaglio: per gli atleti si parla di 3-12 g/kg/die di carboidrati e 1,2-2,0 g/kg/die di proteine, con punte fino a 2,2 g/kg in alcuni casi.
Per rendere concreti questi range: un atleta di 70 kg può aver bisogno tra 210 e 840 g di carboidrati al giorno a seconda del carico di lavoro, e tra 84 e 140 g di proteine. La variabilità è enorme, e questo rende inutile qualsiasi schema fisso proposto come soluzione universale.
Il timing non è un dettaglio secondario
Quando si mangia conta quasi quanto cosa si mangia. Assumere carboidrati entro 30 minuti dal termine dell'esercizio accelera il ripristino del glicogeno muscolare; se si mantiene un apporto regolare nelle ore successive, le scorte possono tornare complete in circa 24 ore. Sul fronte proteico, distribuire l'assunzione in 3-5 pasti al giorno, con circa 20-40 g per pasto ogni tre ore, è la strategia più efficace per sostenere la sintesi proteica muscolare. Per chi pesa 70 kg, questo corrisponde a circa 18-28 g di proteine per pasto.
Tre miti da smontare subito
Più proteine uguale più muscolo. Falso: oltre certi range l'effetto è minimo. Ciò che conta di più è il bilancio energetico totale e la qualità dell'allenamento.
Gli integratori sono indispensabili. Le linee guida sono esplicite: una dieta adeguata viene sempre prima. Gli integratori hanno senso solo in contesti specifici e ben definiti.
I grassi fanno male alla performance. Un apporto del 25-30% da lipidi è raccomandato e necessario per il corretto funzionamento ormonale e il recupero.
Un modello alimentare sostenibile nel tempo
Oltre ai numeri, conta la struttura complessiva della dieta. Il modello mediterraneo resta tra le scelte più supportate dalle evidenze anche in ambito sportivo: vario, flessibile e adattabile ai carichi di allenamento. Nei giorni con sessioni intense o lunghe, è utile aumentare la quota di carboidrati; nei giorni di recupero, si può ridurre senza rinunciare alla qualità proteica. L'idratazione completa le basi: almeno due litri d'acqua al giorno, con attenzione al reintegro post-allenamento.

Autrice di questo articolo
Elena Martinelli
Nutrizionista Sportiva & Esperta Antiaging
Con oltre 25 anni di esperienza nel fitness e nella consulenza nutrizionale, Elena e una delle piu autorevoli formatrici AIF in Italia. Specialista in programmi antiaging e wellness per donne over 40, combina scienza, esperienza e sensibilita umana per risultati duraturi.
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