Marquez e le flessioni: il dolore si gestisce così

Marc Marquez vince il Gran Premio del Giappone a Motegi, si porta a due punti dal leader del Mondiale e — quasi per caso — regala una delle dichiarazioni più interessanti della stagione. A fine gara, alla domanda su come gestisce il dolore fisico durante una corsa logorante, risponde senza esitare: «Le flessioni? Le faccio anche per mandar via il dolore». Una frase che a prima vista sembra bizzarra. In realtà descrive qualcosa di molto preciso.
Perché un pilota di MotoGP fa le flessioni
Chi non ha mai visto le immagini di un pilota MotoGP steso sul circuito dopo la gara fatica a capire quanto sia fisicamente devastante guidare una moto da 300 km/h per quaranta minuti. Il collo incassa forze laterali enormi in frenata, le braccia combattono la tendenza della moto a staccare l'anteriore, i polpacci tengono la posizione in curva. Il tutto con la tuta addosso, temperature alte e una concentrazione che non ammette cali.
Marquez, in particolare, ha una storia di infortuni pesanti alla spalla e al braccio destro che lo ha costretto a reinventarsi. Quello che dice sulle flessioni non è una battuta: è la descrizione di una strategia di controllo del dolore attraverso il movimento attivo. Contrarre i muscoli di un distretto dolente, se fatto in modo controllato, può attivare i meccanismi inibitori del sistema nervoso — lo stesso principio per cui istintivamente stringiamo un arto dopo un colpo. In gergo, parliamo di inibizione periferica per via propriocettiva: il segnale motorio "compete" con quello algico sulle stesse vie afferenti.
Rischi calcolati e consapevolezza corporea
Marquez ha dichiarato anche: «Mi prendo dei rischi calcolati per vincere». Questa frase vale sia in pista che fuori. Un atleta di alto livello sa esattamente dove si trova il confine tra dolore funzionale — quello che il corpo può gestire senza danni aggiuntivi — e dolore segnale d'allarme. Costruire questa consapevolezza richiede anni, e una guida competente.
Nel lavoro in palestra, la stessa logica si applica ogni giorno: caricare quando il corpo è pronto, fermarsi quando il segnale è diverso. Chi allena professionalmente sa leggere questi segnali nel cliente, anche quando il cliente stesso non riesce a farlo. È una delle competenze più difficili da trasmettere — e più preziose.
Forza funzionale e resistenza al carico: il lavoro che non si vede
La preparazione fisica di un pilota MotoGP d'élite include lavoro di forza per il cingolo scapolare, stabilizzazione del core, mobilità cervicale e resistenza cardiovascolare. Niente di diverso, nei principi, da quello che si costruisce in una buona sala pesi o in un percorso di functional training.
Le flessioni che cita Marquez non sono un esercizio banale: eseguite con controllo, sollecitano i pettorali, i tricipiti, il dentato anteriore e — soprattutto — richiedono una stabilizzazione attiva di tutto il tronco. In un atleta che deve mantenere posizioni asimmetriche ad alta intensità per decine di minuti, la capacità di reclutare quei muscoli in modo rapido ed efficiente fa la differenza tra un sorpasso e un errore.
C'è poi la dimensione mentale: usare il movimento come ancora durante il dolore è una tecnica di regolazione. Portare l'attenzione alla contrazione muscolare distoglie il sistema nervoso dal segnale nocicettivo puro. Non elimina il dolore, ma lo rende gestibile — e in gara, gestibile significa tutto.
Vuoi farne una professione?
La storia di Marquez tocca uno dei nodi centrali del Bodybuilding e della preparazione della forza: come si costruisce un corpo capace di reggere carichi intensi, gestire il dolore funzionale e tornare a esprimersi al massimo gara dopo gara? Sono le domande a cui risponde il percorso Bodybuilding di AIF – Accademia Italiana Fitness.
Nel corso impari la periodizzazione del carico, la tecnica di esecuzione degli esercizi di forza, i meccanismi di recupero muscolare e la gestione del dolore da allenamento. Non teoria astratta: protocolli applicabili dall'indomani in sala pesi, con clienti reali.
Chi si forma con AIF ottiene il doppio diploma EPS CONI aderente al Protocollo SNAQ, con riconoscimento ESWA valido in 27 paesi UE — oltre alla tripla certificazione ISO e al riconoscimento CIMSPA (Regno Unito). Con FitnessWork, la rete di oltre 3.000 strutture che cercano attivamente professionisti qualificati, il percorso dopo il diploma è già tracciato. Se ti appassiona capire davvero come funziona il corpo sotto carico, vale la pena scoprire il programma.
SCOPRI I NOSTRI CORSI
Corsi correllati
Formazione certificata, docenti selezionati e percorsi strutturati per costruire — o consolidare — la tua carriera nel mondo del fitness.

Italian Fitness Academy is Italy's #1 school for becoming a certified fitness instructor.
Numero Verde:
Amministrazione:
Platform
IFA Homepage
Our Courses
Pricing
Job Guarantee
Call to Action
Support
Contact us
FAQ
Sections
Whatsapp Support
Guarantee
Testimonials
Sections
© 2025 Italian Fitness Academy, Inc
Refund Policy
Terms of Service













