Pogačar e il Tour: la scienza dietro un campione inarrestabile

C'è qualcosa di quasi ipnotico nel modo in cui Tadej Pogačar pedala in salita. Non è solo talento — o almeno, non è solo quello. Dietro ogni watt espresso sulle rampe alpine del Tour de France 2026 si nasconde una macchina biologica portata a un livello di ottimizzazione che la scienza dell'allenamento studia con crescente entusiasmo. Dopo le prime nove tappe di questa Grande Boucle, il fuoriclasse sloveno ha già messo le mani sulla corsa, attaccando fin dalla terza frazione e costruendo un vantaggio che sembra destinato a resistere. Ma come funziona, davvero, un corpo del genere?
Il VO₂max non è tutto — ma conta moltissimo
Il ciclismo di alta montagna è uno sport che mette a nudo la fisiologia aerobica in modo brutale. Il parametro più citato è il VO₂max, ovvero la massima quantità di ossigeno che i muscoli riescono a utilizzare per unità di tempo e di peso corporeo. I campioni del pedalatore d'élite raggiungono valori straordinari, ma il VO₂max da solo non spiega tutto: ciò che separa i grandi dai grandissimi è la capacità di sostenere una percentuale elevatissima di quel massimale per tempi prolungati — quella che i fisiologi chiamano soglia del lattato o, in termini più moderni, soglia funzionale di potenza (FTP).
Un atleta che riesce a pedalare vicino alla propria soglia anaerobica per decine di minuti su un colle alpino, senza accumulare lattato in modo debilitante, ha un vantaggio competitivo enorme. Questo si allena, si monitora e si costruisce negli anni con una pianificazione precisa dei carichi.
Il giorno di riposo: non è pigrizia, è scienza
Il Tour de France 2026 ha appena vissuto il suo primo giorno di riposo, e la notizia sportiva ci offre un aggancio scientifico prezioso. Nel grande pubblico, la pausa viene percepita come un lusso. Per la fisiologia dell'esercizio, è invece un momento di adattamento attivo.
Durante il recupero, avvengono processi fondamentali: la risintesi del glicogeno muscolare ed epatico, la riparazione delle microlesioni muscolari accumulate sulle salite, la modulazione degli ormoni dello stress come il cortisolo, e — non meno importante — il consolidamento degli adattamenti neurali. Il sistema nervoso centrale, stressato da giornate di gara ad alta intensità, ha bisogno di riequilibrarsi per permettere prestazioni successive di qualità.
I protocolli di recupero dei team WorldTour includono tipicamente sessioni di pedalata leggera (active recovery), crioterapia, massaggi sportivi, ottimizzazione del sonno e una nutrizione mirata alla ricostituzione delle riserve energetiche. Niente è lasciato al caso.
Potenza relativa e composizione corporea
In salita, ciò che conta è il rapporto potenza/peso espresso in watt per chilogrammo. Questo spiega perché i migliori scalatori tendono ad avere corporature leggere ma con una densità muscolare funzionale elevata. Non si tratta di dimagrire a tutti i costi — strategia pericolosa e controproducente — ma di costruire un fisico con la massima potenza muscolare possibile a parità di massa corporea.
Questo equilibrio delicato richiede una collaborazione stretta tra preparatore atletico, nutrizionista e medico sportivo, con periodizzazioni della dieta che variano in base alla fase della stagione e al tipo di sforzo previsto.
La componente mentale: resistenza psicologica come qualità allenabile
Dominare un grande giro non è solo una questione di gambe. La tolleranza alla fatica percepita — la capacità di continuare a spingere quando il corpo manderebbe segnali di resa — è una qualità mentale che la psicologia dello sport studia con crescente rigore. Tecniche di imagery, gestione del focus attentivo e strategie di dissociazione dal dolore muscolare fanno parte dell'arsenale dei campioni moderni.
Osservare Pogačar scalare con quella che sembra disinvoltura è in parte illusione ottica: dietro c'è un altissimo livello di controllo emotivo e cognitivo, costruito con anni di esposizione alle situazioni di gara più estreme.
Capire la scienza che muove campioni come Pogačar non è solo affascinante: è il punto di partenza per chiunque voglia allenare con intelligenza, a qualsiasi livello. È questa la missione di chi studia seriamente le scienze motorie — come accade in contesti di formazione riconosciuti, dove la preparazione atletica viene affrontata con rigore metodologico e aggiornamento continuo. Accademia Italiana Fitness lavora in questa direzione da decenni, con riconoscimenti nazionali e internazionali che confermano la qualità di un approccio fondato sulla scienza vera.
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