Johaug a 38 anni sogna Los Angeles: cosa insegna alla scienza del running

Therese Johaug ha appena detto una cosa che ha fatto alzare le sopracciglia a molti e sorridere chi conosce davvero la fisiologia dell'endurance: vuole correre la maratona olimpica a Los Angeles 2028, quando avrà 40 anni. Non un traguardo simbolico, non una camminata celebrativa: una qualificazione olimpica seria, in una delle discipline più dure che esistano.
La notizia è già straordinaria di per sé. Ma per chi si occupa di preparazione atletica e scienze motorie, dietro quella dichiarazione si nasconde una lezione magistrale sul funzionamento del corpo umano — e su come si costruisce una carriera sportiva davvero longeva.
Da fondista sulla neve a maratoneta su asfalto: il trasferimento della capacità aerobica
Johaug è stata per un decennio la dominatrice dello sci di fondo mondiale. Discipline diverse, stesso motore: una capacità aerobica sviluppata al massimo livello possibile. Il cuore, i mitocondri, la capacità di utilizzare l'ossigeno in modo efficiente — tutto ciò che rende grande uno sciatore di fondo è esattamente ciò che serve a una maratoneta d'élite.
Questo trasferimento della base aerobica non è magia: è fisiologia. Chi ha allenato per anni il sistema cardiovascolare con volumi enormi — come avviene nello sci nordico — porta con sé un patrimonio biologico che non si cancella con il cambio di sport. Cambia il gesto motorio, cambiano i muscoli coinvolti in primo piano, cambia l'impatto sulla struttura muscolo-scheletrica. Ma il motore rimane straordinariamente potente.
La sfida di Johaug è proprio questa: adattare un organismo già eccezionale alle specificità della corsa su strada — la gestione del carico articolare, il ritmo di gara, la tecnica di corsa su superfici dure, la distribuzione dell'energia nelle fasi finali di una maratona.
L'atleta master: perché i quarant'anni non sono la fine
C'è un pregiudizio duro a morire nello sport: che i quarant'anni segnino un crollo delle prestazioni. La realtà è molto più sfumata, soprattutto nelle discipline di endurance. Nelle prove di lunga durata, la capacità di mantenere un ritmo sostenuto dipende moltissimo dall'efficienza metabolica, dalla gestione dell'andatura e dall'esperienza — qualità che negli anni tendono a crescere, non a calare.
Certo, alcune capacità cambiano con l'età: il recupero richiede più tempo, la soglia anaerobica può spostarsi, la gestione dei carichi di allenamento deve essere più attenta. Ma un atleta che ha costruito decenni di lavoro strutturato ha un vantaggio enorme: sa ascoltare il proprio corpo. Quella consapevolezza propriocettiva — sapere esattamente dove si trova il proprio limite, come modulare lo sforzo, quando forzare e quando cedere — vale quanto anni di tabelle di allenamento.
Non è un caso che in maratona si vedano prestazioni di alto livello ben oltre i trentacinque anni. L'endurance premia chi ha costruito con pazienza, non chi brucia in fretta.
La programmazione come arte: il commento di Panatta fa eco
Proprio in questi giorni, Adriano Panatta ha parlato dell'importanza di una programmazione diversa per evitare infortuni nel tennis d'élite. Il principio vale in ogni sport: gestire i carichi, alternare intensità e recupero, pianificare a lungo termine. Johaug che pianifica Los Angeles 2028 con due anni di anticipo è esattamente questo: atleta e staff che ragionano con visione, non con improvvisazione.
In fondo, la longevità sportiva non è un dono casuale. È il risultato di scelte metodologiche precise: periodizzazione intelligente, attenzione al recupero, lavoro sulla forza per proteggere le articolazioni, nutrizione calibrata sui carichi. Tutto ciò che separa l'atleta che dura da quello che si consuma troppo presto.
Vuoi allenare chi corre — e capire davvero come funziona?
La storia di Johaug è un manuale vivente di preparazione atletica nel running. Se ti appassiona non solo correre, ma capire come si costruisce la performance — come si periodizza un piano di allenamento, come si gestisce la transizione tra sport, come si allena un atleta master senza fargli saltare le ginocchia — il percorso di formazione in Running di Accademia Italiana Fitness è il punto di partenza.
Con AIF ottieni un doppio diploma EPS CONI aderente al Protocollo SNAQ del CONI, con riconoscimento ESWA valido in 27 paesi UE: significa poter lavorare come professionista del running coaching non solo in Italia. Dopo il diploma, FitnessWork ti mette in contatto con oltre 3.000 strutture che cercano figure qualificate — perché chi corre ha bisogno di qualcuno che sappia guidarlo davvero, non solo accompagnarlo.
Se la storia di una campionessa che prepara i suoi quarant'anni con la stessa serietà con cui ha vinto il mondo ti dice qualcosa, forse è il momento di scoprire il percorso Running di AIF.
SCOPRI I NOSTRI CORSI
Corsi correllati
Formazione certificata, docenti selezionati e percorsi strutturati per costruire — o consolidare — la tua carriera nel mondo del fitness.

Italian Fitness Academy is Italy's #1 school for becoming a certified fitness instructor.
Numero Verde:
Amministrazione:
Platform
IFA Homepage
Our Courses
Pricing
Job Guarantee
Call to Action
Support
Contact us
FAQ
Sections
Whatsapp Support
Guarantee
Testimonials
Sections
© 2025 Italian Fitness Academy, Inc
Refund Policy
Terms of Service













